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La Sagra in Festa

Domenica, Giugno 29th, 2008

Salute a voi cari lettori, sempre che ci siate , oggi vi vorrei parlare di una cosa che mi turba assai e che non concepisco per nulla.

Una di quelle cose che non ti fanno dormire la notte, o che ti eccitano in maniera tale che devi per forza conoscerle.

Si insomma dei fenomeni dei quali non si può fare a meno, delle novità che non possono non entrare nella tua vita quotidiana, giacché sono entrate nella vita di tutti

Di cosa parlo, ma delle feste e sagre varie che circondano la vita, soprattutto estiva, di noi tutti.

Vi sarà capitato di imbattervi in quei cartelli dove si promuovono i più vari prodotti tipici regionali tramite manifestazioni denominate di solito : “Fiera, Sagra o Festa”. Avrete visto quali iniziative di pro loco, comunità montane e amministrazioni comunali sono in grado di creare.

Ebbene io le odio, non le sopporto, anzi le aborro.Perché sono solo un pretesto, neanche troppo celato, di vendere prodotti tipici ( e non solo), tramite una sorta di fiera di paese, dove si radunano tanti stand e ogni produttore e commerciante vende i propri prodotti.

La gente si affolla per fare gli assaggi, si tuffa sul formaggio o la bruschetta, fa la fila per il pranzo a base della pietanza di turno ( quella scelta per dare il nome alla manifestazione, il Pisello ad esempio ), perché costa meno che andare a mangiare in un ristorante. Ed alla fine ci si ritrova con file di persone, venute li per scroccare qualcosa o spendere meno, commercianti contenti di vendere anche fuori dai propri canali, comuni ed enti vari orgogliosi di aver rimpinguato le proprie tasche. Ma soprattutto il protagonista principale è il caos, la confusione più totale.

Tanta gente, che non ha niente a che vedere con la riscoperta dei sapori tipici, un fenomeno commerciale che vuole solo essere tale e non promuovere la cultura o le tradizioni culinarie. Un’occasione persa per chi voleva fuggire dalle città o dai luoghi caotici, un incubo per chi mirava ad approfittare di un’occasione per conoscere nuove tradizioni e nuove culture.

Forse non tutti sarete d’accordo con me, ma credo che ormai tutte queste sagre varie ( che ormai hanno toccato tutti i prodotti della cucina mediterranee e no, forse manca solo la festa del verme solitario), abbiano come unico obiettivo la ricerca della possibilità di vendere ad un prezzo più alto, magari con gli sgravi fiscali, e di involgarire ancora di più le nostre tradizioni.

Forse non è così, e se non la pensate come me, la Sagra del Mascuotto, la festa del Finocchio e la Fiera della Cicoria le lascio a voi, perché di certo io preferisco farla altrove la spesa, spendendo meno e non spingendo per un assaggio di marmellata.

ciau