Archive for Aprile, 2008

Mi hanno Rubato le mutande

Venerdì, Aprile 25th, 2008

Mutande

Avevo da poco capito che non tutti sono amanti del buon gusto, prendendo un lunghissimo respiro, quando, all’improvviso, vedo le mie mutande cader giù dallo stendino.

Stendevo i panni, da macho s’intende, e pensavo alla moda delle mutande dalle evidenti targhe sugli elastici, e conscio di non essere identificato per strada per quel particolare, mi sono assopito a rovistare nei meandri del mio orgoglio.

Però poi ho fatto scivolare per strada le mie mutande nere ( completamente nere), son corso giù per le scale, ma, nonostante io abiti al primo piano, al mio arrivo quel mio prezioso esemplare di biancheria era scomparso.

Ora però, dopo aver fatto un po’ di zapping alla televisione, dopo aver notato la possibilità di poter essere rapiti dagli alieni, cred, e sono felice di questo, che degli extraterrestri abbiano voluto prelevare un campione di vestiario intimo umano, e sono felice che abbiano scelto le mie nerissime mutande, al posto dei cartelloni pubblicitari ambulanti che campeggiano spesso tra i pantaloni e le canottiere di altri miei coetanei.

Naturalmente questo è solo un edulcorante mentale per cercare di sbollire la rabbia per aver perso le mutande. E sotto sotto mi chiedo” Ma chi è che va in giro a fregarsi le MUTANDE?”

Saldate il Soldato Ryan

Martedì, Aprile 22nd, 2008

La SaldatriceLa Saldatrice

Morti su morti, eppure si continua ad andare in guerra. Non parlo di quelle società in cui la democrazia ancora non ha stabilito un governo oligarchico stabile ( a regime strettamente economico), ma di quelle società in cui le industrie di colonizzazione ( gli eserciti) continuano ad assumere, a spese di tutti i contribuenti, consenzienti e non, ragazzi allettati solo dal facile guadagno, che non hanno la capacità di leggere tra le righe del contratto che molte volte la loro assunzione è a tempo determinato, si ma dai fucili di altri.

Ancora più sconveniente, per il nostro cervello stressato dai debiti quotidiani, è rendersi conto che molto spesso le nostre missioni di pace servono solo a far rinsaldare degli equilibri economici e a garantirci (allo Stato naturalmente) una fetta di torta del bottino di guerra (la fetta sempre più sottile, giacché siamo in regime, di dieta dimagrante intendo). Fetta che però costa più a noi che paghiamo gli stipendi dei giovincelli in tuta mimetica, che a questi ultimi stessi.

Si è vero in guerra si muore troppo spesso ( ma è una guerra), gli americani lo sanno. Però nelle missioni di pace, ma anche lì si è in guerra, è facile vedere come ci si organizzi a lavorare due giorni su sette, per poche ore e senza  faticare poi tanto, passando ore in palestra,davanti alla tv e alla play station. Giorni spesi in missione così, poi fruttano anche tanti bei soldini. Ci sono dei cari amici che, dopo tre missioni, hanno già i soldi per mettere su casa. Eppure si muore di più in fabbrica, si guadagna di meno in fabbrica, ci vogliono decine d’anni per pagarsi la casa, e noi ancora vogliamo star li a dire che una guerra è giusta o no?

La guerra è sempre giusta, giusta per le tasche di chi la organizza e di chi ci partecipa, un Safari che rende più di una fabbrica e che per questo viene sempre finanziato e sarà sempre più ricercato.

Fate una cosa prendete un Soldato Ryan qualsiasi, legatelo con un fil di Ferro e saldatelo ad un palo.

Saldate il Soldato Ryan e salvateci da questo business che è la guerra

Poco Da dire

Lunedì, Aprile 21st, 2008

Cielo nuvolo

Ieri ho visto il cielo ed era meno sereno di quanto non lo fosse il giorno prima, facile dire: “ieri si stava meglio”. Eppure queste affermazioni valgono già per chi non ha visto poi tanti giorni nella sua vita, non per chi ha vissuto quanto me. Se penso a persone più vecchie di me, se penso a persone della mia età, se penso a persone che hanno pochi meno anni di me… Loro guardano il cielo e dicono “ah una volta si che il cielo era più bello, ora invece…”.

Vogliamo parlare dal punto di vista storico?

Ok la rivoluzione industriale, quella che ha portato l’inquinamento vero e proprio ( ma forse l’inquinamento esiste da quando esiste l’uomo. Attendo di essere smentito), è datata tra il 1760 ed il 1830, quindi da 178 anni esiste un certo tipo di inquinamento atmosferico, non è un cambio che si è verificato nell’arco di due o tre generazioni.

Poi ci sono quelli che dicono che le stagioni non sono più le stesse, e fa freddo per troppo tempo. L’anno scorso si disse l’esatto contrario, ma io ricordo un inverno freddissimo ed interminabile nel 1985, nella mia città natale (Cagliari) nevicò perfino, e scese molta neve.

Mah e se non fosse una questione atmosferica?

E se fosse la mente umana bisognosa di credere nella tanto ricercata età dell’oro?

Un’età dove tutto era più bello di quanto non lo sia ora?

E se il detto “si stava meglio quando si stava peggio”, fosse solo un modo per cercare di astrarsi dalla realtà e cercare di non cadere nei problemi quotidiani?

Io intanto guardo il cielo e guardo le mie tasche, queste ultime sono un po’ consunte, le cambierò, il cielo è invece nuvoloso, ma al suo cambiamento penseranno le correnti, non certo l’uomo.