Sabato tutti i giorni

Dicembre 2nd, 2008
Calendario
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Come tutti i giorni lavavo i piatti con la televisione accesa alle mie spalle, è una cosa che mi piace tanto, perchè il lavare i piatti diventa troppo stressante e perché odio la televisione.

Riuscire a sentire le varie cavolate sparate, con il fisico e la mente proiettati verso il lavandino riescono a farmi ridere anche su una notizia di economia molto tragica, e farmi vedere come certi giornalisti riescano ad enfatizzare una notizia tanto bene da farmi davvero commuovere per la loro bravura.

Il succo della storia però è questo:

Mentre lavavo le padelle della cena, che la mia dolce compagna aveva usato per cucinare le melanzane spaccate con aglio, pomodoro e origano, ho sintonizzato la televisione su Italia uno,

che giudico un esercizio commerciale molto ben riuscito, capace di piazzare ogni oggetto pubblicizzato e di far sentire “cool” molti giovani deficienti, che perdono ore preziose per dedicarsi a video da mandare in onda tra uno spot di paytv e un trailer di film imbecilli annienta-mente.

Così i piatti venivano lavati, le padelle sgrassate, le posate pulite, le pentole lucidate e saltava fuori la pubblicità del Saturday Night Live, un contenitore comico, preso pari pari dagli States, perchè, come si diceva prima, fa “cool”, che veniva annunciato di Martedì.

Dunque, mentre mi accingevo ad asciugare i bicchieri, mi sono fermato un’attimo ed ho riso. Certo pensare al Saturday night di Martedì è assurdo, ma è assurdo ridere per cosi poco a sua volta.

Quello che in realtà mi ha fatto rilasciare una leggera risata è stato pensare che in un palinsesto televisivo è molto facile convincere la gente di certe cose, ti si può convincere che devi essere bello, muscoloso e depilato, che devi avere una grossa macchina, che devi guardare certi film o vestirti in un certo modo, che devi votare tizio o che il tuop ideale di casa è quello col giardino in una zona residenziale stile Beverly Hills e che se vivi in appartamento sei uno sfigato.

Ora non dico che Italia 1 volesse convincerci sul fatto che Martedì debba essere Sabato, nè viceversa, però il creare un programma in italia sulla base di una cultura diversa (ma le diversità si stanno sempre più assottigliando), programmarlo per una serata quale il Sabato notte, dove il target degli spettatori di questa emittente è a letto o in giro a divertirsi, sembra alquanto fuoriluogo.

Sicuramente il calo di ascolti ha fatto slittare la trasmissione al Martedì, o almeno credo, ma poco m’importa. Quello che credo io è che in una società lobotomizzata o prossima alla lobotomizzazione, si potrà anche farvi credere che la settima sia composta da 10 giorni, o da 7 Lunedì.

Si sono tragico, ma la scusa del Saturday night live, era solo un modo per dicorrere sulla qualità di certe cose, appartenenti alla nostra cultura contemporanea

Mia Nonna Dvd Collection

Agosto 19th, 2008
Unimmagine del Bazar della nuova generazione, ledicola

Un'immagine del Bazar della nuova generazione, l'edicola

Non perdetevi le mitiche avventure di mia nonna in DVD. Mia Nonna DVDcollection finalmente in edicola per la gioia di tutti i suoi estimatori.

Correte in edicola e procuratevi il primo fascicolo col DVD “Lavare le scale alle 4 del mattino”, in regalo il manico del secchio per lavare i pavimenti (primo di una serie di utensili che ricostruiscono la vita di mia nonna), al prezzo incredibile di 9,99€.

Si non è vero non troverete “Mia Nonna DVD Collection” in edicola né da nessun’altra parte, ma sono esasperato da pubblicità su internet, via email, su volantini, alla radio ed alla televisione, riguardanti le numerose iniziative che si possono trovare in edicola in questi giorni.

Non se ne può più di tutte queste DVD collection, da Bud Spencer & Terence Hill a Dragon Ball, da Anna dai Capelli Rossi a Buffy e compagnia bella. Serie animate e telfilm vecchissimi, che in televisione hanno dato fino all’altro giorno, ma che non vogliono finire di tartassarci anche in futuro.

Per non parlare poi delle statuette dei cagnolini e dei gattini, dei legionari romani e di altre povere entità religiose che sono inconsapevoli vittime di questo marketing.

Non dimenticatevi di comperare il sommergibile, che si compone in 1234 fascicoli, quando andate in edicola, ricordandovi di comperare le compilation varie che in questi giorni vi propinano e pubblicizzano in tv.

Anche l’anno scorso ricordo che di questi tempi ci fu l’invasione delle DVD collection, delle case delle bambole, dei bicchieri da birra, dei libri e di compagnia varia. Quest’anno si pubblicizzano anche rosari e santini, si insegna a disegnare e ci si prepara a fare le brave massaie con le raccolte sulla cucina e sull’uncinetto.

Forse l’edicola, come diceva un giornale, è un luogo non più preposto all’acquisizione di giornali, ma di gadget, dove tra poco ci si ritroverà a far la spesa col carrello.

Sicuramente non è tanto la nuova dimensione di edicola a farci trasalire, quanto la mole di annunci correlati ad iniziative da collezione. Collezioni che vengono indicate come indispensabili ed economiche, salvo rivelarsi superflue e costose in seguito. Si tratta di veri e propri impegni, economici, mentali e fisici, che i consumatori si vedono costretti a sostenere nel futuro.

Meglio farci un sorriso davanti allo spot delle stoviglie marchiate dai personaggi di un cartone animato e ricordarci che non abbiamo bisogno di correre in edicola per procurarci una collezione imperdibile, se vogliamo attrezzarci per cucinare, in un negozio sotto casa è probabile trovare il giusto indispensabile, senza incorrere in mattarelli d’avanzo, comprati solo per non perdere il numero successivo.

Ciau

Un’omaggio alla città che mi ospita

Luglio 20th, 2008

Ultimamente si spara a zero sulla Campania, non sempre in maniera obiettiva, forse per creare allarmismo. Lo si fa con lo scopo di mettere in risalto gli errori di un certo tipo di governo e di una certa classe politica, sta di fatto, però che non lo si fa a favore della gente campana, nè italiana.

Non tutti ricordano, sembra, che Salerno, e la sua provincia, si trovano in quella regione, che per molti è divenuta la pattumiera d’Italia, o ne ricordano solo la parte più vicina, per quanto riguarda la crisi delle discariche, al resto della regione, ossia l’Agronocerinosarnese.

Noi invece vogliamo parlarvi della Città di Salerno, della sua provincia che si sviluppa a Sud e delle buone cose che ci abbiamo trovato.

La spazzatura viene raccolta, e non una volta ogni tanto, ma sempre, probabilmente non ci crederete, ma è così, forse penserete che io sardo di Cagliari, che vengo dalla zona di Macchiareddu ( dove hanno portato i rifiuti campani) sia di parte, ma vi sbaglierete. Forse vi dovrei fare una foto, ma potreste dire che l’ho fatta in un’altra città o in un’altro periodo o che è un fotomontaggio, vi inviterei a venire qui e a guardare coi vostri occhi, ma magari non avete tempo o voglia.

Allora vi dico solo questo, non credete mai a tutto quello che vi dicono i giornali e le televisioni, soprattutto se questi sono ricchi di pubblicità, voi per loro non avete poi tanto valore, siete solo degli acquirenti.

Wink

La Sagra in Festa

Giugno 29th, 2008

Salute a voi cari lettori, sempre che ci siate , oggi vi vorrei parlare di una cosa che mi turba assai e che non concepisco per nulla.

Una di quelle cose che non ti fanno dormire la notte, o che ti eccitano in maniera tale che devi per forza conoscerle.

Si insomma dei fenomeni dei quali non si può fare a meno, delle novità che non possono non entrare nella tua vita quotidiana, giacché sono entrate nella vita di tutti

Di cosa parlo, ma delle feste e sagre varie che circondano la vita, soprattutto estiva, di noi tutti.

Vi sarà capitato di imbattervi in quei cartelli dove si promuovono i più vari prodotti tipici regionali tramite manifestazioni denominate di solito : “Fiera, Sagra o Festa”. Avrete visto quali iniziative di pro loco, comunità montane e amministrazioni comunali sono in grado di creare.

Ebbene io le odio, non le sopporto, anzi le aborro.Perché sono solo un pretesto, neanche troppo celato, di vendere prodotti tipici ( e non solo), tramite una sorta di fiera di paese, dove si radunano tanti stand e ogni produttore e commerciante vende i propri prodotti.

La gente si affolla per fare gli assaggi, si tuffa sul formaggio o la bruschetta, fa la fila per il pranzo a base della pietanza di turno ( quella scelta per dare il nome alla manifestazione, il Pisello ad esempio ), perché costa meno che andare a mangiare in un ristorante. Ed alla fine ci si ritrova con file di persone, venute li per scroccare qualcosa o spendere meno, commercianti contenti di vendere anche fuori dai propri canali, comuni ed enti vari orgogliosi di aver rimpinguato le proprie tasche. Ma soprattutto il protagonista principale è il caos, la confusione più totale.

Tanta gente, che non ha niente a che vedere con la riscoperta dei sapori tipici, un fenomeno commerciale che vuole solo essere tale e non promuovere la cultura o le tradizioni culinarie. Un’occasione persa per chi voleva fuggire dalle città o dai luoghi caotici, un incubo per chi mirava ad approfittare di un’occasione per conoscere nuove tradizioni e nuove culture.

Forse non tutti sarete d’accordo con me, ma credo che ormai tutte queste sagre varie ( che ormai hanno toccato tutti i prodotti della cucina mediterranee e no, forse manca solo la festa del verme solitario), abbiano come unico obiettivo la ricerca della possibilità di vendere ad un prezzo più alto, magari con gli sgravi fiscali, e di involgarire ancora di più le nostre tradizioni.

Forse non è così, e se non la pensate come me, la Sagra del Mascuotto, la festa del Finocchio e la Fiera della Cicoria le lascio a voi, perché di certo io preferisco farla altrove la spesa, spendendo meno e non spingendo per un assaggio di marmellata.

ciau

La Festa della Spesa

Maggio 26th, 2008

Quand’ero piccolo mi ricordo della spesa del Sabato, fatta alla bottega vicina a casa, con la busta piena di pane, di quel pane bianco chiamato Cocoi, che si conserva morbido fino a due giorni.

Mi ricordo della Domenica mattina, della messa, dei negozi chiusi, della fila all’edicola per comperare le figurine e delle paste che mi portava mia nonna.

La domenica era un giorno diverso, e non perchè fosse il giorno del Signore, diciamo che la religione ancora faceva parte di me, ma sono sempre stato in evoluzione spirituale, già da allora.

Era una di quelle giornate in cui succedevano cose che non accadono tutti i giorni, e che la rendevano speciale, nel senso di particolare, non comune.

Penso che ognuno di noi abbia bisogno di vivere una giornata diversa ogni tanto di giorni, tutti abbiamo bisogno di riposarci, e non solo dal lavoro.

La Routine di ogni giorno, la fabbrica, l’ufficio, l’azienda, il cantiere, devono apparirci, almeno per un giorno chiusi. Mi ricordo la bellezza dei negozi chiusi, e la dolce sensazione di vedere un cantiere fermo, perchè era giorno di riposo.

Ora invece è strano vedere che la Domenica diventa pian piano un giorno come gli altri, se il Lunedì avesse preso il suo posto non mi sarei lamentato, perchè, ora come ora, io non sono più un credente, e non ho disprezzo per la giornata non santificata, anche se credo che un vero credente, una persona che davvero professa la fede, dovrebbe prescindere da questo cambiamento e trovare il tempo per fare ciò che il proprio credo chiede.

Se mi volto la Domenica, la città, è piena di negozi aperti, i bar, i ristoranti e persino qualche cantiere fanno lo stesso. La Domenica tu puoi avere il pane fresco, e la mozzarella di giornata, puoi comprati la camicia o scommetere sul Napoli, puoi acquistare la televisione nuova o andare a vedere il nuovo centro commerciale, o fare tutte le cose in un luogo solo, il Maxi Mall, ossia sempre il centro Commerciale, perchè usare parole in  inglese, piuttosto che in Italiano, anche se il significato è lo stesso, è molto più bello, attira di più.

Sembra quasi che non ci si debba mai fermare, che la mente non debba riposare, che il fisico non debba ristorarsi.

E quella pace del tutto fermo, del tutto silenzioso, almeno per una volta la settimana, sembra persa. Ora siamo tutti schiavi della produzione continua, del lavoro ininterrotto e dello scorrere perpetuo della fretta.

Un giorno, chissà quando, qualcuno mi si avvicinerà e mi chiederà: “Lei che c’era mi racconta com’era la Domenica?” allora io lo guarderò, e starò in silenzio a fissarlo negli occhi, senza parlare, ma con la faccia più rilassata del mondo. Ma non perchè lo voglia sfidare, ma solo perchè la mia mente andrà a ricordi passati, ed il dolce suono del riposo la cullerà in quell’istante infinito.

Riposatevi

Il Calo delle nascite nel paese dei passeggini

Maggio 17th, 2008

Sapete com’è, uno, se stesse a sentire quello che ti propinano in tv, potrebbe vivere in un mondo irreale, dove ti dicono che in Italia non si fanno più figli, e tu magari esci di casa e ti convinci di non vedere donne in cinta ogni 200/300 metri, di non inciampare nei passeggini, e, soprattutto, di non sentire le urla stridule di pargolette ugole.

Certo io non sono nessuno per criticare i sondaggi e le statistiche, anche se forse possono sembrare viziate, basti pensare che vengono fuori, questi sondaggi, soprattutto quando si parla di immigrazione e di liberalizzazione delle frontiere, e si dice che l’Italia ha crescita zero e se non fosse per gli immigrati saremmo ancora meno.

Io dico che gli immigrati sono importanti nel nostro Paese, così come i nostri emigrati lo furono in altri, però non bisogna viziare le cose.

In Italia, soprattutto nel sud esistono tante zone dove i bambini sono tanti e le donne incinte pure, e dove le nascite non solo non sono calate, ma in alcuni casi aumentati.

La distinzione tra nord e sud porta a fare delle ingiuste divisioni del Paese? No serve solo a misurare la cultura ed il tipo di vita.

Una città del sud che conta più di mille nati all’anno sarà specchio di un certo tipo di cultura sociale, una città del nord con meno di cento nati all’anno, sarà specchio di un altro tipo di realtà sociale.

Quindi non fateci scemi, non dite che non nascono più bambini in Italia, perché anche qui al sud siamo in Italia, e se io incappo, uscendo, in 750 tra mamme incinte, bambini tra uno e sei anni, neonati e passeggini, non devo pensare di essere un cretino o di aver espatriato.

E che cavolo, ma possibile che in questa nazione tutti vogliano dire qualcosa che non è vera e che la gente ci creda, solo perché lo ha detto la televisione?

Telescissione

Maggio 4th, 2008

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Ora di spegnere la tvMalgrado ci sia una cultura di fondo che ci porta, educati da bambini, ad accendere la tv ed a porci seduti su un divano a vedere cosa il mondo televisivo ci propone, a volte può capitare di ritrovarci a disgustare quello che abbiamo fatto e muovere veloci la mano verso il telecomando, decretando lo spegnimento dell’apparecchi televisivo.

Ultimamente la televisione non è più quella di una volta, si sente dire, come al solito i luoghi comuni sono onnipresenti nella vita di tutti i giorni. Oppure siamo noi ad essere cambiati? Magari crescendo ci siamo aperti la mente, abbiamo conosciuto altri mezzi d’informazione e di intrattenimento che ci hanno conquistato e che sono più interessanti della scatola catodica.

Ormai internet è diventato un mondo vero e proprio, dove ognuno trova lo spazio che prima non trovava e dove riesce a non essere solo uno spettatore passivo del mondo, ma addirittura a parteciparvi attivamente.

Le notizie riescono ad arrivare in tempo reale, non hanno il tempo di essere viziate da opinioni di sorta e del mondo vediamo quello che ci va di vedere e non quello che ci viene proposto a forza.

Per cui trovarci a spegnere la televisione, elettrodomestico superato, oggi giorno, non è più tanto strano, non è strano stancarsi di una fonte d’intrattenimento che non fa veramente intrattenimento.

E’ bello poterti spegnere televisione, è bello poterti dire non mi interessi, mi annoi, non mi dai nulla. A volte ci sono delle belle trasmissioni, a volte ci sono delle cose interessanti, ma hanno sempre da fare a pugni con pubblicità, palinsesto e politica dell’emittente.

Per cui io credo che staccarsi da questo apparecchio obsoleto e spesso dannoso ( per la propria libertà d’opinione), non sia solo una cosa naturale, ma un nostro dovere

Pollitica

Maggio 4th, 2008

Pollitico

Se ci si avventura in un comizio per strada si trova spesso qualcuno che più che fare progetti futuri e di rinnovamento economico/sociale, si lancia in invettive contro l’avversario politico che spesso hanno a che vedere con la sua vita sociale, con i suoi conti in banca o con la sua istruzione, cioè per nulla con la politica.

Accendendo la televisione si notano trasmissioni di dibattiti politici dove le due parti sono contrapposte in una sorta di incontro di box, con tanto di tifosi alle proprie spalle. Durante queste esibizioni volano spesso insulti o accuse reciproche , il pubblico si scalda, e ci si aspetta che da un minuto all’altro qualcuno lanci un fumogeno o tiri fuori una trombetta da stadio, molte volte sono presenti anche le bandiere.

Probabilmente il sogno più alto di alcuni italiani è quello di vedere Bertinotti prendere a pugni Berlusconi, o Fini tirare i capelli a Luxuria.

Tutto ciò appare deprimente e sembra che più che il bisogno di sentirsi governati accenda nell’elettore una sorta di libidine, tanto che ci si chiede se la scena in cui Fantozzi, in ginocchio, chiedeva a De Mita (apparso per sbaglio davanti alla tv al posto di una spogliarellista, dopo che Fantozzi stesso era scivolato sul telecomando) di togliersi le mutande, non fosse una lettura sincera della libidine dell’italico spettatore televisivo.

Tutto questo frastuono e rivoltio delle più sudice vergogne altrui, questo beccare tra i rifiuti, sembra far apparire la politica non più qualcosa di alto, ma uno sporco affare di aia.

Sembra di essere in un pollaio, dove i polli si beccano a vicenda per ottenere un chicco di mais e rovistano l’un l’altro nella lordura. Dove tutti vogliono fare i Galli, ma dove alla fine nessuno è veramente diverso dall’altro.

Anche io vivo in Città

Maggio 1st, 2008

Parcheggiare

Sapete anche io vivo in Città, una città piccola, non piccolissima, capoluogo di provincia, una grande provincia ( nel senso di molto estesa), e mi devo confrontare con i problemi di ogni giorno.

Non ho la macchina, per scelta e per costi, ma se ce l’avessi la userei poco, mi piace camminare (certo l’inquinamento limita di molto il piacere delle passeggiata o camminata), e vedere le cose a misura mia e non di macchina. Odio lo stress del traffico, e quello del parcheggio, mi fa incavolare il fatto che la benzina inquini e sia il motore della nostra economia.

Tutti i giorni si vedono in giro per le città ingorghi e automobilisti incavolati, assurdi e maleducati, che non ti fanno attraversare sulle strisce, che passano col rosso, anche se è verde per i pedoni, rischiando di metterti sotto, che parcheggiano sui marciapiedi, costringendoti a scedere in carreggiata e a farti rischiare la pelle, che appena hanno la possibilità di vedere un principio di coda o rallentamento si attaccano al clacson, provocando un effetto a catena che distrugge i timpani di chi non c’entra nulla, e magari svegliando chi ha lavorato tutta la notte ed il mattino prega solo di dormire.

La macchina è proprio una brutta bestia, è una droga, rende la gente nervosa ed uccide anche chi non guida, rende difficile la vita del cittadino autosprovvisto e rende l’aspetto urbanistico schiavo della necessità di rendere scorrevole ed accessibile il territorio cittadino alle autovetture.

Le auto inquinano, il petrolio costa sempre più caro ed il pieno carburante influisce sempre di più sui budget familiari.

Evitate di usare le macchine per sfoggiare la nuova carrozzeria o il nuovo impianto stereo, non fattevi prendere dalla smania di andare a vedere il nuov centro commerciale, reimparate a fare la spesa sotto casa o ad andare a piedi. Scoprite quanto è bello passeggiare, fermatevi sulle strisce, non attaccatevi al clacson, non pacheggiate sui marciapiedi, non passate col rosso, mettetevi d’accordo coi vostri colleghi ed usate una macchina in 5, usate i mezzi pubblici, abbiate la coscienza che in città ci sono persone che non usano l’auto ed hanno diritto di vivere e di non essereuccisi lentamente dalla vostra droga.

Anche io vivo in città e non è una colpa, è un diritto il voler essere rispettato

Mi hanno Rubato le mutande

Aprile 25th, 2008

Mutande

Avevo da poco capito che non tutti sono amanti del buon gusto, prendendo un lunghissimo respiro, quando, all’improvviso, vedo le mie mutande cader giù dallo stendino.

Stendevo i panni, da macho s’intende, e pensavo alla moda delle mutande dalle evidenti targhe sugli elastici, e conscio di non essere identificato per strada per quel particolare, mi sono assopito a rovistare nei meandri del mio orgoglio.

Però poi ho fatto scivolare per strada le mie mutande nere ( completamente nere), son corso giù per le scale, ma, nonostante io abiti al primo piano, al mio arrivo quel mio prezioso esemplare di biancheria era scomparso.

Ora però, dopo aver fatto un po’ di zapping alla televisione, dopo aver notato la possibilità di poter essere rapiti dagli alieni, cred, e sono felice di questo, che degli extraterrestri abbiano voluto prelevare un campione di vestiario intimo umano, e sono felice che abbiano scelto le mie nerissime mutande, al posto dei cartelloni pubblicitari ambulanti che campeggiano spesso tra i pantaloni e le canottiere di altri miei coetanei.

Naturalmente questo è solo un edulcorante mentale per cercare di sbollire la rabbia per aver perso le mutande. E sotto sotto mi chiedo” Ma chi è che va in giro a fregarsi le MUTANDE?”